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Sfatiamo alcuni fra i più diffusi ‘falsi miti’ sui concorsi a premio

Budget, fideiussione, montepremi, normative, facciamo un po’ di chiarezza

Sfatiamo dei falsi miti sui concorsi a premioQuando si parla di concorsi a premio è facile cadere nella trappola di alcuni luoghi comuni che spesso vengono associati a queste iniziative. Esistono dei veri e propri 'falsi miti' che riguardano diversi aspetti dell'organizzazione di una manifestazione a premio. Sfatiamone qualcuno.

 

“Non c’è abbastanza budget per un concorso”

Certo, sono molti gli aspetti da prendere in considerazione quando si organizza una manifestazione a premio, e tutti ricordiamo alcuni concorsi famosi per il loro budget “milionario” tuttavia, nella nostra esperienza, abbiamo anche visto concorsi di successo realizzati con budget molto contenuti. Quello che conta è saper scegliere sapientemente i premi giusti per il target di riferimento e non trascurare la comunicazione che, ai fini della buona riuscita di un concorso, è fondamentale.

Le manifestazioni a premio presentano il grande pregio di poter essere dimensionate in base alle disponibilità e agli obiettivi degli organizzatori e così, anche piccole realtà come autoscuole, centri estetici e palestre possono ricorrere a questo strumento per promuovere i propri servizi con i clienti come avevamo raccontato in questo articolo.

Per le Operazioni a premio, invece, occorre non sottovalutare il rischio di eccessiva redemption che potrebbe portare ad uno sforamento del budget stabilito. Per questi casi è possibile proteggersi, esistono società specializzate che consentono di assicurarsi contro il rischio finanziario come spiegato nella nostra pagina relative alle operazioni a premio.

 

“Se si organizza un semplice “give away” non è necessario fare la pratica ministeriale”

Questo è il falso mito più ricorrente! Contrariamente a quanto molti pensano, non è sufficiente chiamare il proprio concorso ‘Give Away’ per evitare di sottostare alla normativa sulle manifestazioni a premi. Dove finirebbe uno Stato di diritto se bastasse cambiare il nome alle cose per farla franca con la legge? Le uniche iniziative premiali che si possono organizzare senza dover rispettare gli adempimenti previsti dal DPR 430/01 sono quelle previste dalle “esclusioni” di cui all’art. 6.    

La stessa cosa vale per le vendite abbinate: non è sufficiente catalogarle in questo modo per eludere le norme sulle operazioni a premio, come avevamo spiegato in questo articolo.

 

“L’Italia è il paese in cui è più difficile fare concorsi”

Ecco un’altra delle affermazioni più comuni in Italia, anche questa un ‘falso mito’ piuttosto diffuso!

Ogni Paese ha le proprie normative, le proprie regole e divieti. E’ vero che la nostra normativa sulle manifestazioni a premio è articolata e complessa ma è anche vero che, seppur con alcuni anacronismi, ci consente ampia libertà nella scelta delle meccaniche, dei premi e delle condizioni di partecipazione: basta pensare che in paesi economicamente progrediti come USA e Svizzera, sono vietati i concorsi legati all’acquisto! 

 

Organizzare un concorso a premi richiede senza dubbio competenza, attenzione e cura dei dettagli. Appoggiarsi a un’agenzia garantisce al promotore la serenità necessaria per mettere in atto iniziative promozionali di successo, capaci di generare nuovi contatti, incrementare le visite al sito o al negozio fisico, aumentare le vendite oltre a creare engagement e fidelizzazione del proprio target. 

 

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Tags: Normativa Organizzare concorsi