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Italia ed estero a confronto: i concorsi a premi in Italia e in Giappone

Promosfera

09/06/2020

Scopriamo le principali differenze fra la nostra normativa e quella degli altri Paesi del mondo

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Questo mese abbiamo chiesto a Edoardo Zocchi, Italian Project Manager, e Chiara Napoli, International Senior Project Manager, di fare per noi un confronto fra la normativa sui concorsi a premio in vigore in Italia e in Giappone

Ecco cosa ci hanno raccontato su alcune delle differenze fra questi due Paesi.

È possibile organizzare un concorso legato all’acquisto?

ITALIA La normativa italiana non fa distinzione tra concorsi gratuiti o con obbligo di acquisto e, al fine di tutelare la fede pubblica, l’iter che il Promotore dovrà rispettare è identico. Ciò che incide sulla scelta dell’uno o dell’altro è lo scopo per il quale un Promotore decide di attivare un concorso gratuito piuttosto che vincolato all’acquisto: se in quest’ultimo caso, l’obiettivo è inequivocabilmente quello di incrementare le vendite del prodotto o del servizio promozionato, nei casi di concorsi a libero accesso gli obiettivi del Promotore possono essere svariati, dalla brand awareness, per dare visibilità al proprio marchio o prodotto, alla  creazione di un database di “affezionati al marchio” cui indirizzare comunicazioni per attività di marketing, alla raccolta di contributi fotografici o video, ad esempio, forniti dall’utente e così via. 

GIAPPONE Anche in Giappone, è possibile organizzare concorsi con obbligo di acquisto; come in Italia, infatti, anche in questo Paese sono consentite molte tipologie di manifestazioni a premi, con qualche limite ed eccezione. 
Nello specifico, nel caso dei concorsi con acquisto, in Giappone vigono regole molto precise che riguardano il valore dei premi in palio. Il valore del singolo premio messo in palio deve rispettare l’importo massimo stabilito dalla legge, in base al prezzo di acquisto del prodotto o servizio oggetto della promozione, e il valore totale del montepremi non deve superare il 2% della stima delle vendite totali del prodotto promozionato previste nell’arco del periodo concorsuale.

E’ possibile mettere in palio qualsiasi tipo di premio?
ITALIA
In Italia c’è ampia libertà di scelta sui premi che si possono inserire nel montepremi di un concorso. In sostanza, l’unico divieto rilevante, è quello che riguarda il denaro che non può assolutamente essere messo in palio in alcuna forma, nemmeno sotto forma di titoli di prestiti pubblici e privati o azionari, quote di capitale societario e di fondi comuni di investimento. Inoltre, non possono essere messe in palio le polizze di assicurazione sulla vita. Possono essere, invece, messi in palio come premi dei concorsi i beni, mobili e immobili, servizi, sconti di prezzo e documenti di legittimazione, come biglietti del cinema o di viaggio, ad esempio, ovvero titoli di credito che determinano chi ha diritto a una prestazione. Sono ammessi anche i biglietti delle lotterie nazionali gestite dallo Stato.

GIAPPONE In Giappone è consentito mettere in palio nei concorsi a premi sia beni che servizi fermo restando che, sia nei concorsi con acquisto che in quelli gratuiti ci sono vincoli legati al valore del montepremi oltre che dei singoli premi. Infatti, anche nel caso dei concorsi gratuiti, occorre rispettare regole precise come quella che pone un tetto massimo al totale del montepremi che non può superare i 10 milioni di Yen. 

È possibile chiedere al vincitore di ritirare un premio in negozio?
ITALIA
Sì, tuttavia al vincitore non deve essere richiesto di sostenere spese extra per il ritiro del premio. Ciò vuol dire che non è possibile richiedere al vincitore di sostenere spese quali trasferimento e alloggio per recarsi in uno specifico punto vendita per il ritiro del premio vinto. Il Promotore deve mettere il vincitore nelle condizioni di poter ritirare il premio che gli spetta con il minor sforzo possibile. È, quindi, possibile richiedere a un vincitore di ritirare un premio in negozio a patto che il punto vendita sia quello più vicino alla sua residenza. Resta inteso che, qualora il vincitore sia impossibilitato a recarsi presso il punto vendita, il Promotore dovrà provvedere alla spedizione del premio presso l’indirizzo indicato dal vincitore.

GIAPPONE Anche in Giappone, è possibile richiedere al vincitore di ritirare il premio di un concorso presso un negozio, risparmiando sui costi di spedizione e creando il presupposto per un eventuale acquisto che il vincitore potrebbe effettuare nel punto vendita. Il premio può diventare, quindi, in questo modo un incentivo all'acquisto. L‘unica condizione da rispettare, in questo caso, è quella di mantenere un corretto rapporto fra il valore del premio e il prezzo dell’oggetto meno costoso venduto in negozio. Questi limiti non sono applicabili agli sconti che non sono considerati dei premi. 

Per saperne di più su come organizzare un concorso a premi in: 

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Tags: Estero Normativa Organizzare concorsi